Verde urbano e cambiamenti climatici

Le aree verdi urbane, i prati e i giardini giocano un ruolo fondamentale per l’adattamento agli effetti del climate change. Lo hanno compreso bene in molte città dell’India, dell’Olanda, della Cina, dell’America, della Danimarca, della Germania. Molto meno in Italia, nonostante gli effetti del clima impazzito siano sotto gli occhi di tutti: fenomeni meteorologici estremi, quali ondate di calore o violenti nubifragi, sono sempre più frequenti.

Le parole di Andreas Kipar, paesaggista tedesco con studio a Milano, sono chiare e vanno dritte al punto: “Bisogna far lavorare la natura per noi. Se ne parla tanto fra gli studiosi ma le realizzazioni sono poche: non passa il concetto che il verde possa diventare un’infrastruttura di protezione. Basterebbero dei rain garden (“giardini della pioggia”) diffusi là dove serve per migliorare drasticamente la qualità degli spazi urbani durante gli eventi climatici violenti”.

tromba d'aria albarella

Piccoli appezzamenti verdi, in grado di drenare, depurare, convogliare l’acqua in eccesso, insieme a misure per garantire la massima permeabilità possibile in ambito urbano, possono essere la chiave per limitare i danni e i disagi dovuti ai violentissimi temporali che, negli ultimi anni, sono ormai consueti nel nostro Paese. Ma non solo: l’intero territorio è a rischio ed è quindi indispensabile investire in “infrastrutture verdi” di più ampio impatto, ripristinando pianure alluvionali e zone umide, come suggerisce il rapporto dell’European Environment Agency “Green infrastructure and flood management – promoting cost-efficient flood risk reduction via green infrastructure solutions”.
Secondo ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il 91,1% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. L’urbanizzazione incosciente e l’impermeabilizzazione dei suoli, insieme alla conversione o al degrado delle zone umide, hanno contribuito ad aumentare il rischio e si prevede che la frequenza e l’intensità delle inondazioni aumenteranno nei prossimi decenni a causa dei cambiamenti climatici, con ovvie conseguenze l’economia, le infrastrutture e la salute umana.
La prevenzione, la messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico, è la vera, grande opera pubblica di cui l’Italia ha bisogno, in grado di costruire resilienza climatica e, allo stesso tempo, attivare risorse economiche e opportunità lavorative in grado di accompagnare il Paese fuori dalla palude in cui è sprofondato.

Peccato che uno dei primi atti del nuovo Governo Lega-Cinque Stelle sia stato quello di chiudere ItaliaSicura, la struttura di missione di Palazzo Chigi istituita dal Governo Renzi proprio allo scopo di coordinare, pianificare e gestire gli interventi di messa in sicurezza del territorio.

Giorgia Businaro
Articolo tratto dal blog Rovi-go-green, di RovigoinDiretta

# 2 – Verde urbano e cambiamenti climatici

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