Un venerdì carico di futuro per il nostro clima

Potremo definirlo l’inizio di un cambiamento epocale, o almeno la speranza che ciò possa effettivamente avvenire. Nella giornata di venerdì 15 marzo anche il Polesine, così come il resto dell’Italia e del Mondo, sarà coinvolto nell’iniziativa “Climate Strike” ossia un vero e proprio sciopero attivo contro i cambiamenti climatici. Una iniziativa che parte dal movimento “Fridays for Future” e che trae origine da Greta Thunberg, una giovanissima attivista svedese che, con una grinta senza precedenti, si è attivata presso i maggiori palcoscenici politici mondiali per rivolgere ai grandi della Terra una forte richiesta: perché si ostinano ancora a temporeggiare, a non fare nulla di concreto per salvare il nostro pianeta da un futuro climatico sempre più incerto e pericoloso?

La speranza che questa iniziativa sia un successo, però, non dev’essere solo finalizzata a creare una sensibilizzazione temporanea di massa, ma deve assolutamente condurre ad un realistico risveglio di politiche ambientali attive. Le pubbliche amministrazioni già da tempo ricevono sollecitazioni in tal senso da parte della società civile e dalle istituzioni sovranazionali (Onu ed Unione Europea) ma sempre più spesso tutto ciò si traduce nell’adozione di piani, o promesse di cambiamento, di solito a lunghissima scadenza, per rinviare in futuro il problema del massiccio investimento economico, specie in questo periodo di vacche magre per i bilanci degli enti pubblici.

 

 

Viene allora da chiedersi se sia realmente impossibile pensare a piccole ma costanti azioni (quindi investimenti graduali di risorse in un periodo di tempo più lungo), per arrivare in fretta a normalizzare il rapporto uomo-ambiente anche nelle nostre realtà urbane. Riforestazione, cura del verde, creazione di aree verdi comuni, lotta al degrado, aumento della quota di riciclo dei rifiuti, investimento nelle energie rinnovabili: tutte azioni possono essere finanziate dalla Comunità Europea, ma sulle quali è indispensabile la forte volontà politica degli amministratori locali.

Se lo sciopero di venerdì contribuirà, anche in minima parte, a risvegliare le coscienze di tutti i cittadini, sarà una vittoria da celebrare. Affinché avvenga questa “rivoluzione” serve una presa di coscienza collettiva perché il cambiamento climatico è già in corso e sta per scadere il tempo per invertire il senso di marcia. Solo un grande movimento comune di cittadini potrà far capire che un altro modello di sviluppo è possibile: iniziative come Fridays for Future possono aprire la strada a politiche pubbliche che mettano al centro la tutela e la conservazione dell’ambiente che ci circonda.

Manuel Berengan