#FridaysForFuture insieme ai ragazzi per il bene del nostro Pianeta

Venerdì 15 marzo è stata una giornata epocale per l’intero pianeta. Centinaia di migliaia di giovani in tutto il mondo sono scesi in piazza per rivendicare il diritto al proprio futuro e chiedere impegni concreti contro i cambiamenti climatici. La mobilitazione globale nasce dall’esempio di Greta Thunberg, giovanissima attivista svedese divenuta ormai il simbolo della lotta contro il climate change, tanto da essere proposta per il premio Nobel per la pace.

Anche in Italia, in Veneto, a Rovigo gli studenti sono scesi in piazza. Una partecipazione che non si vedeva da tempo immemorabile. È fondamentale però non disperdere questo patrimonio, fare in modo che la mobilitazione Fridays for Future non resti fine a se stessa. Per questo è indispensabile far capire all’opinione pubblica che il surriscaldamento globale è conseguenza dei comportamenti di ognuna degli oltre sette miliardi e mezzo di persone che popolano il pianeta e gli effetti di questo cambiamento hanno ed avranno impatti su tutti: fenomeni meteorologici estremi come tempeste, trombe d’aria, siccità, ondate di calore perduranti sono già sotto i nostri occhi e hanno conseguenze importanti anche sui nostri territori. Pensiamo solo ai danni economici causati dai downburst che si sono abbattuti sulle coste venete nell’agosto 2017 e sull’Alto Polesine nel luglio 2018 o all’emergenza idrica che attanaglia il Po e che minaccia pesantemente l’agricoltura anche per i prossimi mesi.

Il cambiamento climatico è un problema globale con effetti devastanti su ogni singolo territorio. Ciò significa che deve essere affrontato a diverse scale decisionali: dai grandi accordi internazionali alla sfera del domestico e del quotidiano. Se le annuali Conferenze delle Parti sono state, nel tempo, motivo di speranze e delusioni nel mondo ambientalista, importanti risultati, anche se ancora parziali, sono stati raggiunti nella sensibilizzazione dei cittadini e nell’educazione ambientale. Ma il vero buco nero in questa catena di responsabilità è senza dubbio il livello comunale, in Italia molto più che nel resto d’Europa. Le amministrazioni locali, trincerandosi dietro la scarsità di risorse economiche, svincolano dalle proprie responsabilità imputandole ad altri, alle amministrazioni vicine o ai livelli decisionali superiori. Anche negli ultimi tempi il Comune di Rovigo ha dato prova di ignavia, rifiutandosi per mesi di applicare le norme dettate dall’Accordo di Bacino Padano per il miglioramento della qualità dell’aria, che riguardavano solo i comuni con più di trentamila abitanti.

Molti si chiedono cosa possa fare una amministrazione comunale di fronte ad un problema così ampio come il riscaldamento globale. La risposta è: ogni singola comunità, ogni amministrazione può fare moltissimo per contrastare i cambiamenti climatici, per migliorare la qualità dell’ambiente, per adattare il proprio territorio agli effetti dei fenomeni già in corso. Ogni Comune, infatti, possiede un potere importantissimo: il potere di governare il territorio, di pianificare, di scegliere come organizzare lo spazio. Attraverso piani strategici e piani operativi, un Comune può realizzare il proprio disegno di città, orientandosi o meno verso la promozione di sistemi urbani resilienti, in grado di far fronte ai cambiamenti climatici e alle incertezze future.

In questo periodo di gossip e chiacchiere pre-elettorali, la manifestazione di oggi deve essere uno stimolo per tutte quelle persone che intendono candidarsi alla guida della nostra città: serve un programma concreto e sostenibile, di ampio respiro, che metta in primo piano la qualità dell’ambiente urbano, la salute e la sicurezza dei cittadini, la pianificazione climatica integrata e la pianificazione territoriale climate proof. E servono persone in grado di realizzarlo, che conoscano i problemi e sappiano affrontarli dal punto di vista tecnico, politico ed economico.

A tutte le persone che hanno l’ambizione di sedere in Consiglio Comunale o sui banchi della Giunta voglio ricordare le parole di Greta Thunberg: “Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi. Finché non vi fermerete a focalizzare cosa deve essere fatto anziché cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come tale. […] Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsene. Tanto ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci. Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo”. Siamo tutti responsabili, dai grandi leader mondiali ad ogni singolo Consigliere Comunale. Non abbiamo scuse: dobbiamo agire subito, a tutti i livelli, per garantire il futuro del nostro pianeta.

Giorgia Businaro