Qualità urbana e spazio pubblico: nuovo incontro del ciclo formativo 

Nuovo incontro del ciclo formativo su innovazione urbana, sostenibilità e resilienza

Crediti formativi per Architetti, Pianificatori, Ingegneri ed Agronomi

“Qualità urbana e spazio pubblico: cosa cambiare dopo l’emergenza sanitaria” è il secondo appuntamento formativo nell’ambito del progetto “LUCI – Laboratori Urbani per Comunità Inclusive”, progetto promosso da ARCI Provinciale in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia.

L’incontro si terrà giovedì 2 luglio a partire dalle ore 17.30, in modalità on line, sulla piattaforma Google Meet, e vedrà la partecipazione di Matteo Basso, ricercatore in pianificazione territoriale e politiche pubbliche del territorio presso l’Università Iuav di Venezia.

Da sempre i centri urbani hanno subìto trasformazioni dovute alle malattie e alla necessità di difendere la salute e migliorare la vita dei propri abitanti. Oggi, in un’epoca in cui distanziamento sociale, assembramenti e spostamenti vietati, confinamento sono solo alcune delle condizioni divenute normalità nell’esistenza di tutti, come cambieranno le nostra città?

Il dibattito è naturalmente all’inizio, ma appare chiaro che molto si dovrà fare per immaginare nuovi approcci tra l’uomo e la città, passando attraverso riflessioni che potranno riguardare il rafforzamento dei servizi di quartiere, la definizione degli spazi sociali, le modifiche nei trasporti, l’utilizzo di nuovi materiali.

“Con questo incontro formativo – spiega Giorgia Businaro, responsabile del progetto LUCI – vogliamo provare ad affrontare un tema che sarà centrale per tecnici e professionisti nei prossimi mesi per raggiungere efficaci politiche di welfare, di sviluppo economico e di sostenibilità ambientale. Non ci sono soluzioni certe, ma dal momento che le esigenze delle persone sono mutate in modo radicale, tutto potrebbe essere riprogettato: dagli spazi pubblici, agli uffici fino alle abitazioni.”

Il mondo della ricerca attualmente si sta interrogando su quali dovranno essere le migliori strategie non solo per proteggerci, ma anche per riappropriarci di una normalità, che potrebbe non essere più quella di prima. In molti infatti immaginano che, tra gli impatti a lungo termine del Covid 19 sulle città, potrebbe esserci lo svuotamento dei tradizionali luoghi di aggregazione, con un maggiore utilizzo degli spazi residenziali e uno sviluppo di spazi intermedi come corti interne e terrazze condominiali. Luoghi che, se adeguatamente progettati in un’ottica green e legati al tessuto cittadino con nuove funzioni potrebbero rivelare un importante ruolo di socializzazione. Anche per quanto riguarda servizi e spazi pubblici, una maggiore diffusione degli stessi all’interno dei quartieri, evitando la loro localizzazione solo in alcune aree della città, garantirebbe un elevato livello di accesso e una migliore qualità della vita dei cittadini, oltre a rispondere al possibile incremento nell’utilizzo di mezzi privati, che potrebbe verificarsi nei mesi successivi alla pandemia.

Mettere a disposizione dei cittadini, nelle vicinanze delle proprie abitazioni, quanto serve per la vita quotidiana potrebbe quindi rendere più facile rinunciare all’auto privata, privilegiando mezzi più sostenibili, e investire sugli spazi pubblici, proprio attraverso il ripensamento di contesti urbani potrebbe regolare l’accessibilità e l’utilizzo di spazi aperti.

Anche questo incontro vede il sostegno dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, dell’Ordine degli Ingegneri e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, con rilascio di crediti formativi. 

Per poter ricevere i crediti formativi, gli organizzatori specificano che è necessaria l’iscrizione preventiva secondo le modalità indicate da ciascun Ordine professionale.

Per accedere all’incontro on line

Piattaforma Google Meet: https://meet.google.com/kwn-ivkx-rdi

Per informazioni

https://www.facebook.com/events/907464976433157/

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