Le città e il cambiamento climatico: strategie possibili

di Denis Maragno

Il cambiamento climatico sembra essere una delle questioni più complesse del 21° secolo.

Gli impatti di carattere climatico sul territorio, sono un problema globale, ampiamente discusso sia in ambito accademico che politico.

Secondo il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) [IPCC, ClimateChange 2014], nel prossimo futuro saremo costretti a fronteggiare un ulteriore fase di riscaldamento atmosferico, la quale aggraverà ulteriormente gli impatti climatici per le persone, ecosistemi e città. Diversi studi sostengono che, in termini di impatto sulla salute umana e perdite economiche, le conseguenze peggiori si concentreranno nelle città [Bulkeley, H. et al., 2005; Patz, J.A. et al. 2005; Biesbroek, G.R. et al., 2009; Hallegatte, S. et al., 2013]. In effetti, il numero crescente di eventi climatici estremi quali precipitazioni intense, inondazioni, innalzamento del livello del mare e ondate di calore [Huq, S., 2007] minacciano in particolare le aree urbane, dove popolazioni, attività economiche e infrastrutture sono concentrate.

Uno degli impatti più comuni per le città è prodotto dalle ondate di calore in relazione alle isole di calore urbane. Le ondate di calore intensificano l’effetto di isola di calore urbana [Gabriel., 2011], incrementando la differenza termica atmosferica tra aree urbane e aree rurali circostanti [Oke, T.R., 1982; Chapman, S. et al., 2017].

È previsto che le ondate di calore, come quelle che hanno colpito l’Europa occidentale nel 2003 e l’Europa orientale nel 2010 [Ondrej, L., 2018], si manifestino in modo ancor più intenso, più frequente e più duraturo nella seconda metà del 21 ° secolo [Meehl, 2004].

A causa del ridotto apporto dei servizi ecosistemici, la densità degli edifici, le grandi estensioni impermeabili, la concentrazione di funzioni e le disuguaglianza sociali,  le città sono molto esposte agli eventi estremi legati alle temperature [Guerreiro, 2018].

Seppur la maggior parte delle città d’Europa hanno registrato le temperature più elevate durante l’estate del 2019, la pianificazione e l’attuazione delle misure di adattamento a livello locale stanno avanzando lentamente.

Negli ultimi due decenni, molte città hanno incorporato misure di mitigazione nei loro obiettivi politici. Gli sforzi per contenere l’immissione dei gas serra prodotti dalle città di tutto il mondo (individualmente o in rete) sono un esempio di iniziative dal basso orientate alla lotta al cambiamento climatico. Nonostante i progressi compiuti nel corso degli ultimi anni (vedi ad esempio l’iniziativa MayorsAdapt), ci sono ancora troppo pochi esempi di iniziative di adattamento (orientate quindi a difendere le città dagli impatti climatici) a livello locale rispetto alle iniziative di mitigazione (orientate a ridurre l’immissione di gas clima-alteranti) [Reckien, D., 2018].

Le città e i territori continuano ad essere esposti agli impatti climatici;  ne consegue l’urgenza di affiancare le strategie di adattamento alle politiche di mitigazione [Hallegatte, S., 2011]. Rendere le città “a prova di clima” richiede una modifica sostanziale del modo in cui sono pianificate, progettate e governate. Quindi un città “climateproof” deve sapere organizzare le strategie per ridurre le emissioni di gas clima-alteranti da una parte, ma dall’altra deve saper rendere i sistemi urbani più resilienti agli impatti di natura climatica [Musco, 2014].

Biesbroek (et al.) [2009] ha sottolineato come “sia la mitigazione che l’adattamento hanno una dimensione spaziale”. Sebbene le città abbiano un ruolo importante nelle strategie di mitigazione, la dimensione locale diventa ancora più rilevante quando si tratta di adattamento.

Negli agglomerati urbani “la geometria, la pavimentazione degli spazi esterni, la distanza e l’orientamento degli edifici, influenzano fortemente il microclima in città ”[Kleerekoper, L.Kleerekoper, L.;et al. 2012].

 

 

Queste nuove sfide richiedono dei cambiamenti nelle pratiche socioeconomiche, nella pianificazione e nella progettazione dello spazio fisico.

Porsi nella condizione di leggere e gestire pratiche di adattamento in modo parallelo alle pratiche di governo del territorio di carattere ordinario, implica in primo luogo aumentare la conoscenza dei territori. Soprattutto in relazione agli effetti del cambiamento climatico.

Leggere e osservare i territori in chiave di vulnerabilità spaziale agli impatti climatici richiede dati e informazioni che non sono sempre disponibili nei giacimenti informativi cogenti. La mancanza di conoscenza, in termini di sintesi spaziali tematiche, rischia di ostacolare pianificatori e progettisti nella fase di definizione di misure di adattamento e scoraggiare le autorità locali dall’attuazione di tali misure [Lapola, D.M. et al. 2019].

I quadri conoscitivi urbani dovranno arricchirsi di nuovi livelli informativi utili alla lettura e alla comprensione del fenomeno climatico in relazione al territorio. Le nuove tecnologie (NT), in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT, Information and Communication Technology) diventano estremamente rilevanti per la produzione, la gestione e l’uso delle informazioni spaziali [Maragno, D., 2019].

Le tecnologie di telerilevamento, ad esempio, sono molto convenienti per produrre informazioni in grado di supportare processi di pianificazione “climateproof”. Informazioni come la misura in m2 della vegetazione urbana, altezza delle alberature, radiazione solare incidente, copertura delle superfici impermeabili sono difficilmente disponibili, nel livello di dettaglio necessario, per supportare le valutazioni urbane.

L’urgenza del cambiamento climatico unito al possibilismo offerto dalle NT potrebbe indirizzare le pubbliche amministrazioni a superare il concetto legato alla proprietà delle informazioni geografiche. Le città, al fine di fronteggiare le sfide legate al cambiamento climatico,  possono trovare l’occasione per rivedere gli approcci con cui si governano.

L’adattamento dei territori agli impatti climatici non diverrà un obiettivo, ma un processo. Un processo che deve sapersi integrare con gli strumenti urbanistici vigenti dove, affiancandosi alle normali pratiche di gestione, orienta le riflessioni e le decisioni anche in relazione al clima.

Per rendere efficiente questo processo, le città si troveranno a sperimentare nuove forme di governo del territorio per dar risposta al problema climatico, sperimentando nuovi modelli di gestione e diffusione dei dati e nuove tecnologie dell’informazione; si testeranno nuove forme di coinvolgimento e partecipazione attiva di cittadini e si rafforzeranno le collaborazioni tra amministrazioni pubbliche, università e settore privato.

L’adattamento delle città agli impatti climatici è una urgenza che pone le città e l’urbanistica in una situazione di opportunità, per riflettere sui modelli di sviluppo e gestione applicati al fine di ripensarli in ottica davvero sostenibile.

 

MARAGNO D., “Le città e il cambiamento climatico: strategie possibili”, in Dialoghi Urbani, Unione Culturale Franco Antonicelli, Torino, Luglio 2020.

 

 

 

 

Bibliografia

Biesbroek, G.R.; Swart, R.J.; Van Der Knaap, W.G. The mitigation–adaptation dichotomy and the role ofspatial planning. Habitat Int. 2009, 33, 230–237.

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Bulkeley, H.; Betsill, M. Rethinking Sustainable Cities: Multilevel Governance and the ’Urban’ Politics ofClimate Change. Environ. Politics 2005, 14, 42–63.

Chapman, S.; Watson, J.E.M.; Salazar, Á.; Thatcher, M.; McAlpine, C.A. The impact ofurbanization andclimate change on urban temperatures: a systematic review. Landsc. Ecol. 2017, 32, 1921–1935.

Gabriel, K.M.; Endlicher,W.R. Urban and rural mortality rates during heat waves in Berlin and Brandenburg,Germany. Environ. Pollut. 2011, 159, 2044–2050.

Guerreiro, S.B.; Dawson, R.J.; Kilsby, C.; Lewis, E.; Ford, A. Future heat-waves, droughts and floods in 571European cities. Environ. Res. Lett. 2018, 13, 034009.

Hallegatte, S.; Corfee-Morlot, J. Understanding climate change impacts, vulnerability and adaptation at cityscale: An introduction. Clim. Chang. 2011, 104, 1–12.

Hallegatte, S.; Green, C.; Nicholls, R.J.; Corfee-Morlot, J. Future flood losses in major coastal cities. Nat. Clim.Chang. 2013, 3, 802–806.

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Lapola, D.M.; Braga, D.R.; Di Giulio, G.M.; Torres, R.R.; Vasconcellos, M.P. Heat stress vulnerability and riskat the (super) local scale in six Brazilian capitals. Clim. Chang. 2019, 154, 477–492.

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Ondrej, L.; Jan, K.; Aleš, F. Climate change scenarios of heat waves in Central Europe and theiruncertainties.Theor. Appl. Climatol. 2018, 131, 3–4.

Patz, J.A.; Campbell-Lendrum, D.; Holloway, T.; Foley, J.A. Impact of regional climate change onhumanhealth. Nature 2005, 438, 310–317.

Reckien, D.; Salvia, M.; Heidrich, O.; Church, J.M.; Pietrapertosa, F.; De Gregorio-Hurtado, S.; D’Alonzo, V.;Foley, A.; Simões, S.G.; Lorencová, E.K.; et al. How are cities planning to respond to climate change?Assessment of local climate plans from 885 cities in the EU-28. J. Clean. Prod. 2018, 191, 207–219.

 

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