Il Polesine protagonista alla XII Giornata di Studi dell’Istituto Nazionale Urbanistica grazie al progetto “LUCI – Laboratori Urbani per Comunità Inclusive”.

Con lo studio dal titolo “Il Polesine, da area tangente lo sviluppo a laboratorio per comunità inclusive” firmato da Francesco Musco, docente di Pianificazione Urbana e Ambientale e delegato del Rettore per la ricerca presso l’Università IUAV, Denis Maragno, Ricercatore in GIScience for spatial planning, Giovanni Litt, assegnista di ricerca presso l’Università Iuav di Venezia e Giorgia Businaro, urbanista e coordinatrice del progetto, LUCI si inserisce nella sezione tematica “Le nuove geografie dello sperimentalismo democratico” e si presenta come buona pratica e caso studio nazionale.

“Nell’articolo selezionato dall’Istituto Nazionale Urbanistica – spiega Giorgia Businaro – viene presentato il lungo lavoro di promozione di processi partecipativi realizzato grazie al progetto LUCI. Con LUCI abbiamo dimostrato come progetti puntuali su Beni Comuni urbani possano diventare, se messi a sistema, il motore di processi di rigenerazione urbana e sociale generati dal basso, a partire dalle percezioni, dalle esigenze e dalle proposte dei cittadini. Abbiamo codificato un metodo di lavoro e fornito a decisori politici e tecnici delle linee guida per avvicinare gli Enti Locali all’adozione di strumenti amministrativi volti a favorire la collaborazione tra cittadini e amministrazioni per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni”.

Particolarmente qualificante e innovativo è stato il lavoro sperimentale svolto dal Planning & Climate Change LAB dell’Università Iuav di Venezia sulla vulnerabilità del territorio polesano ai principali impatti dei cambiamenti climatici. Il processo è stato suddiviso in tre fasi: una analisi delle dinamiche del cambiamento climatico nel territorio, una mappatura di rischi e vulnerabilità in relazione a Vegetation Health Index e Urban run-off, la definizione di elementi per una Strategia di Area Vasta per l’Adattamento ai cambiamenti climatici finalizzata alla realizzazione di Piani di Adattamento come strumento per la pianificazione locale. Questo lavoro ha consentito la costruzione di un geo-database integrato in grado di valorizzare la correlazione spaziale tra le due fenomenologie in un processo di rappresentazione cartografica orientato agli obiettivi del climate proof planning. Il risultato aiuta a definire una dimensione di planning in grado di riconoscere la vulnerabilità territoriale come esito di impatti cumulativi generati dal cambiamento climatico e proporre, conseguentemente, soluzioni fortemente localizzate che tengano conto della presenza o meno di Beni Comuni urbani.

“Parallelamente – prosegue Businaro – grande rilevanza è stata data a comunicazione, informazione e coinvolgimento dei cittadini in quanto la consapevolezza e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica assumono un ruolo importante soprattutto alla scala locale, in cui la cooperazione all’interno di una comunità a favore di temi ambientali e stili di vita sostenibili può fare la differenza. Il progetto LUCI, con casi applicativi e produzioni teoriche, dimostra la necessità di un coinvolgimento attivo e ampio nelle decisioni pubbliche al fine di far emergere, una volta di più, l’importanza della collaborazione, in una società contemporanea che si trova di fronte alla sfida di cercare soluzioni a varie problematiche – sociali, ambientali ed economiche – in modo articolato, trasversale e aperto, creando alleanze di volta in volta differenti con i diversi attori delle comunità”.

L’articolo completo è pubblicato su Urbanistica informazioni, INU Edizioni. http://www.urbanisticainformazioni.it/-289-s-i-.html

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